LA STAGIONE RAGAZZI AL TEATRO BIBLIOTECA QUARTICCIOLO

pubblicato in: teatri, Z_redazionale | 1

Sempre con la direzione artistica di Veronica Cruciani, riparte la stagione del Teatro Biblioteca Quarticciolo. E come al solito è ricchissimo il calendario degli spettacoli dedicati a bambini e ragazzi. La programmazione spazia dai temi più disparati e interessanti: dai migranti al comunismo rumeno, da Gianni Rodari ad Auschwitz e la Shoah, dai canti polifonici con musica dal vivo ai corsi di teatro… A seguire trovate il calendario completo degli spettacoli.

 

Abbiamo chiesto a Federica Migliotti, che cura la programmazione dedicata ai giovani spettatori, di presentarci la Stagione Ragazzi del Teatro Biblioteca Quarticciolo.

 

Qual è il filo conduttore che lega gli spettacoli per ragazzi di questa stagione?

Quando penso una stagione ho diversi criteri da seguire considerando le differenti esigenze del nostro pubblico, per età, estrazione sociale, temi e linguaggi. Ormai da tempo frequento le vetrine del Teatro Ragazzi in Italia, appuntamenti importanti per gli operatori del settore, dove è possibile non solo seguire l’evoluzione della ricerca delle compagnie storiche e conoscerne di nuove, nazionali e internazionali, ma anche confrontarsi su metodologie, responsabilità e orientamenti del teatro in relazione alle nuove generazioni.

Il titolo della stagione di quest’anno lanciato dalla direttrice artistica Veronica Cruciani “Cosa può un teatro (?)”, mi ha esortato a riflettere e a cercare una risposta a questa domanda-affermazione. Credo che un teatro può molto, questo implica una responsabilità nelle scelte che vengono fatte per quanto riguarda la programmazione e le attività rivolte alle scuole. Nella stagione di Teatro Ragazzi di quest’anno si toccano temi importanti e a mio avviso necessari: relazione, conoscenza, gioia di vivere.

Ci riferiamo a bambini e ragazzi che stanno formando la propria identità, quindi partiamo dal tema della relazione: dove sono io rispetto all’altro? Nell’amicizia (in Hanà e Momò con cui si apre la stagione per i piccolissimi si parla di condivisione e unione), nell’ amore (come in Orfeo Euridice Ermes rivolto invece ai ragazzi più grandi dove si indaga il superamento del dolore dovuto alla perdita dell’amore) e nel confronto con la diversità (in Lupi buoni e tori con le ali il processo di individuazione porta all’ accettazione e legittimazione di sé e dell’altro da sé).

Poi la conoscenza: dove mi colloco rispetto a delle questioni importanti? Studiando il passato posso riflettere sull’oggi, come negli spettacoli Gli sposi, Auschwitz – una storia di vento, O.Z. storia di un’emigrazione, in cui vengono affrontati temi storici e sociali per parlare di discriminazione e sopraffazione.

Ma un teatro può, anzi deve dare anche speranza, infondere coraggio e gioia di vivere. È il caso degli spettacoli Il sole suonatore e la luna cantante, L’albero di Rodari, Insieme all’improvviso, Il più furbo- storia di un incorreggibile lupo, I 4 moschettieri in America, Cappuccetto rosso.

Poi c’è la questione dei tanti linguaggi con cui è possibile raccontare una storia, e dell’esperienza sensoriale che viene offerta dalla scena: teatro d’attore, di figura, danza, musica dal vivo, videoproiezioni animate, visual painting, pop up. Credo che i bambini e i ragazzi debbano essere esposti alla bellezza come ai raggi solari per crescere bene, ecco perché la qualità della proposta artistica deve essere alta, non un teatro “piccolo”, di intrattenimento ma un teatro come “fatto d’arte”. Vorrei citare a proposito una poesia di Janusz Korczak “Dite: è faticoso frequentare i bambini, avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti…”.

 

 

Se dovesse invitare un ragazzo che non è mai stato a teatro, cosa gli direbbe?

Dipende dall’età del ragazzo. Con un bimbo piccolo gli descriverei lo spazio che lo attende, le poltrone, il sipario, le luci e il palco come un luogo speciale dove avvengono cose magiche. Poi prima di entrare lo prenderei per mano, per andare insieme.

Con un ragazzo più grande gli racconterei la mia prima volta a teatro alla sua età, ascolterei cosa si aspetta di trovare lì dentro, per chiedergli poi com’è stata l’esperienza e se le aspettative sono state confermate o deluse. Per me è importante che ci sia sempre un “prima” e un “dopo” oltre all’esperienza della visione. Per questo da due anni abbiamo attivato una preziosa collaborazione con la Casa dello Spettatore che cura una formazione sulla didattica della visione rivolta agli insegnanti.

 

Come rispondono generalmente bambini e ragazzi alla vostra programmazione?

Rispondono, sempre, tanto. Sono spettatori attivi, molto partecipanti. Durante la visione in sala, gli spettacoli sono sempre contrappuntati dalle loro espressioni di gioia o di paura o di meraviglia, ma anche dal silenzio pieno dell’attenzione. Alla fine è difficile accomiatarsi, le poltrone rosse diventano il divano di casa e loro hanno sempre tante domande da rivolgere agli attori, oppure voglia di condividere i sentimenti scaturiti dalla visione dello spettacolo appena finito, per prolungare quel momento vissuto insieme.

 

 

I migranti, la Shoah, il comunismo sono tra i temi della stagione. Il teatro per ragazzi non ha paura di confrontarsi con argomenti complessi e di attualità?

Il teatro ragazzi non deve aver paura. Il teatro ragazzi ha una grande responsabilità come ce l’hanno tutte le figure di mediazione necessarie per arrivare ai ragazzi. Un bambino non sceglie di andare a teatro, viene portato dalle famiglie e più spesso, almeno nel nostro quartiere, dalla scuola. I temi affrontati dagli spettacoli presenti nella programmazione fanno già parte del percorso scolastico. L’arte però può parlare delle stesse cose in un altro modo, è capace di aprire altri canali da quelli meramente cognitivi. Il Teatro come “fatto d’arte” è poesia e bellezza, non vuole spiegare o dare risposte ma sollecitare il “sentire” e se possibile, con i più grandi, anche riflettere, dibattere e interrogarsi sui fatti del mondo in cui siamo immersi.

 

Infine, il Teatro Biblioteca Quarticciolo. A poco più di dieci anni dalla sua apertura, qual è il bilancio di quest’esperienza?

Noi come R.T.I. (Compagnia Veronica Cruciani, Fabrica di Ascanio Celestini e la mia associazione Compagnia TeatroViola) ci occupiamo della gestione del teatro dal 2016 e il bilancio è molto positivo. All’inizio è stato difficile, innanzi tutto abbiamo dovuto far sapere che il teatro era stato riaperto, dopo una chiusura durata quasi due anni. Per quanto riguarda il mio settore, le scuole e le famiglie si erano rivolti ad altri teatri, anche molto lontani. È stato necessario un lavoro capillare per conquistare la loro fiducia, una sorta di “porta a porta” in cui si andava personalmente ad incontrare gli insegnanti, per conoscerne interessi e necessità riguardo ai loro ragazzi, anche attraverso dei progetti di formazione specifici. Come ad esempio quello rivolto agli insegnati, “Dioniso in classe”: un laboratorio a cadenza mensile sulla pratica delle arti performative nel contesto scolastico, anche in situazioni di disagio. O “Portare a vedere”: un corso di formazione sull’accompagnamento alla visione a cura della Casa dello Spettatore.

Abbiamo anche attivato dei laboratori teatrali per bambini e ragazzi presso il teatro e nelle scuole del territorio. Tutto questo ha contribuito ad instaurare un clima di fiducia che ci ha portati quest’anno ad una bella inversione di tendenza: oggi sono gli insegnanti e i genitori che ci chiamano per avere consigli su quale spettacolo vedere con i loro ragazzi. Ad inizio novembre abbiamo quasi tutte le matinée in programma al completo, tanto da dover programmare date supplementari. Comincia finalmente a crearsi una piccola comunità attiva intorno al teatro che è uno degli obbiettivi più importanti del nostro essere qui.

 

 

Tutti gli spettacoli della Stagione Ragazzi del Teatro Biblioteca Quarticciolo

L’11 novembre primo appuntamento dedicato ai piccolissimi, in anteprima romana, lo spettacolo “Hanà e Momò” della Compagnia Principio Attivo, sul tema della cooperazione e della condivisione attraverso un linguaggio non verbale e un teatro di oggetti creati in scena dalle due interpreti;  si prosegue il 14 novembre con la nuova produzione della Compagnia Frosini /Timpano “Gli sposi” la storia di un’ordinaria coppia di potere, Nicolae Ceausescu ed Elena Petrescu e le vicende del comunismo rumeno in un adattamento dal testo di David Lescaut e dedicato agli alunni delle scuole superiori romane; il 2 dicembre il debutto del nuovo spettacolo della Compagnia TeatroViola in coproduzione con O’Thiasos Teatronatura “Il sole suonatore e la luna cantante”, caratterizzato come sempre dai canti polifonici e la musica dal vivo in una pomeridiana per famiglie; il 10 e 11 dicembre segue il debutto romano di “Orfeo Euridice Ermes” di Garraffo TeatroTerra per la regia di Maril Van Der Broek, spettacolo dedicato ai ragazzi delle scuole medie e superiori sul tema dell’accettazione della perdita di un amore; uno speciale Natale, dal 16 al 19 dicembre, con lo spettacolo “L’albero di Rodari” della Piccola Compagnia del Piero Gabrielli, che vede in scena attori diversamente abili e non alle prese con un adattamento dei classici rodariani sul tema; festeggeremo la Befana con il gruppo romano Insieme all’improvviso, in un concerto musicale per tutta la famiglia; il 27 e 28 gennaio, in occasione della ricorrenza della Giornata della Memoria, va in scena “Auschwitz- una storia di vento” per la regia di Fabrizio Pallara, uno spettacolo come un diario fatto di immagini, emozioni, suoni, spazi, persone, per affrontare con delicatezza il tema della Shoah non solo come evento storico ma come emblema di ogni discriminazione; il 25 e 26 febbraio la compagnia Eco di Fondo porta in scena a grande richiesta “OZ-storia di un’emigrazione” per la regia di Giacomo Ferraù, uno spettacolo patrocinato da Amnesty International con la seguente motivazione “…perché con i toni della fiaba riesce a trasmettere a un pubblico molto giovane temi così difficili come quello delle migrazioni e delle discriminazioni”; in occasione del carnevale il Teatro del Buratto presenta in anteprima romana “Lupi buoni e tori con le ali” una storia divertente per parlare del tesoro che ognuno di noi racchiude dentro di sé e che ci rende unici e preziosi; il 31 marzo e il 1 aprile Teatro-Gioco-Vita incanta grandi e piccoli con la sua ultima produzione “Il più furbo” per la regia di Fabrizio Montecchi; dal 7 al 9 aprile I sacchi di sabbia portano in scena il radiodramma animato “I 4 moschettieri in America” per la prima volta a Roma; chiude la stagione la danza per i più piccoli con la compagnia Ersiliadanza e il suo “Cappuccetto rosso” con la coreografia di Laura Corradi.

 

E inoltre, eventi speciali e corsi di teatro

Oltre al laboratorio teatrale “Chi è di scena” giunto al suo secondo anno, rivolto ai bambini dai 7 agli 11 anni, quest’anno verrà attivato anche un laboratorio per adolescenti, sempre a cura della Compagnia TeatroViola. In collaborazione con il Romaeuropa Festival è attivo un laboratorio a cura di Dynamis rivolto ai ragazzi dell’Itis Lattanzio (all’interno di un progetto di alternanza scuola lavoro) finalizzato alla realizzazione della performance “Y la variabile del calcio” che verrà realizzata nella piazza del Quarticciolo e a Testaccio. Giunge al suo secondo anno, in una versione ampliata, il corso di formazione sulla didattica della visione rivolto agli insegnanti “Portare a vedere” realizzato in collaborazione con la Casa dello Spettatore.

 

Teatro Biblioteca Quarticciolo
via Ostuni 8
t. 0698951725
www.teatrobibliotecaquarticciolo.itwww.teatriincomune.roma.it

151117_contenuto_sponsorizzato

[red]

 

Una Risposta

  1. Pstrizia veneziani

    Nel vs programma non riesco a trovare a che anno si riferisca . Ci sono solo rif di giorni e mesi NON anno

Lascia una risposta

*