roma per bambini

Quando anche le mamme iniziano a giocare…

L’incipit di questa puntata torna ad essere l’arte, più precisamente come c’è scritto nella foto: L’arte fa riflettere. E questo vale sia per noi adulti che per i bambini che si ritrovano a dover dare interpretazioni a cose che non si capiscono fino in fondo o che ancora non si conoscono. La prima sensazione che mi è venuta in mente mentre scrivo queste righe, è il ricordo del malessere percepito nel camminare dentro l’installazione “Foglie cadute” nel museo Ebraico di Berlino, e dell’esigenza provata con la mia compagna di spiegarlo e condividerlo con Caterina, che aveva compiuto da poco 5 anni. Per chi non la conosce, l’installazione è formata da migliaia di piastre raffiguranti volti adagiate su pavimento in uno spazio angusto e buio, nel punto più basso del museo, ogni passo è accompagnato da stridii che altro non sono che urla strazianti. Un sensazione che non scorderò mai grazie all’opera di un artista.

  Visto da Caterina


 

Tornando alla nostra giornata passata in giro per la città eterna, le foto che vedete in questa puntata sono state scattate in uno dei musei più belli, a mio gusto, che ci sono a Roma: il Macro di via Nizza. Un museo dinamico con grandi sale espositive, ballatoi, scalinate, ascensori, tutti aperti verso altre prospettive, un giardino panoramico perfettamente integrato nel quartiere, utilizzato anche come tela per artisti. Un museo a cui sono legato anche perché ospitò la Rete dei draghi, una grandissima rete realizzata con l’uncinetto dall’artista giapponese Toshiko Horiuchi MacAdam in cui salire ed avventurarsi, un posto magico che fece divertire moltissimo Caterina.

La mostra “Cross the Streets”, ospitata nel museo fino al 1° ottobre, è interessante e divertente anche per i più piccoli. Si parla di street art e del mondo dei writer. Un excursus su 40 anni di cultura da strada, con opere originali e un ampio reportage sulle avanguardie degli anni ’80 e ’90.

  Visto da Francesco


La parte più interessante per la seienne è stata la città fatta con degli schedari da ufficio di Evol, il murales 3d di Daim, fantastico da osservare, i quadri di Ray Caeser, vedi la prima foto di Caterina, e la statua di Marilyn con topolino al posto del seno di Ron English. Un altra cosa è piaciuta molto a Caterina: fare un disegno sul muro che apre la mostra, anche se all’inizio era abbastanza titubante, considerato che uno dei primi insegnamenti che arrivano ai bambini da tutte le parti è… non scrivere sui muri! Perciò da questa mostra, come hanno fatto gran parte dei writer nelle loro origini, abbiamo imparato che la disobbedienza alle regole certe volte è giusta… o almeno possibile!

Buona mostra a tutti!

PS. Come potete vedere dalle foto che seguono questa volta anche la mamma ha voluto dare il suo punto di vista, trasformando la rubrica in “Noi la vediamo così”. E nel gioco della scelta delle foto più belle, essendo io contro mamma e figlia, mi sono trovato in netta minoranza, e alla fine hanno vinto la foto di me che faccio King Kong tra i palazzi e quella della mamma che ci ha colto in un momento di scatto in simultanea, nonostante che la foto più bella fosse quella del ciclista su via Nizza. Questo atto di disobbedienza di pubblicare le foto della mamma in un diario di un papà, nelle prossime puntate non sarà più tollerato.

  Visto da Marina

 


161020_francFrancesco, papà da cinque anni, fotografo da 10 anni e compagno da anche di più… Io la vedo così è un diario a puntate delle avventure in giro per Roma di un genitore e di sua figlia. Ognuno con una macchina fotografica in mano. Ognuno in cerca della foto del secolo. Ognuno alla ricerca di un modo per far capire all’altro come vede lo spazio e i luoghi che lo circondano. Le foto di Francesco sono su Instagram: instagram.com/fran_cf8/

 



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