COSA SONO I SATURNALI?

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Arriva dicembre e in città si sente nell’aria qualcosa di diverso. Le luci, l’attesa dei regali, un sacco di dolci, giorni senza scuola e i pomeriggi a casa degli amici sono proprio una cosa meravigliosa, non è vero? Ebbene dovete sapere che dicembre è un mese di festa da tantissimo tempo qui a Roma, ancora prima del Natale. Nell’antica Roma, infatti, il 17 dicembre cominciavano i Saturnali, delle feste nate per ricordare il dio Saturno. Per gli antichi romani Saturno era un dio legato all’abbondanza, che aveva governato in una mitica età dell’oro, in cui c’era cibo per tutti e non c’erano guerre o differenze e ingiustizie fra gli uomini. I Saturnali erano quindi una festa di abbondanza, in cui si vedevano gli amici per mangiare insieme, si scambiavano doni, si andava al teatro o a vedere i giochi, e si annullavano le differenze: almeno per qualche giorno gli schiavi sedevano alla tavola dei padroni e i padroni dovevano servirli. I bambini avevano un giorno dedicato a loro, i Sigillari, in cui ricevevano piccoli regali. All’inizio i Saturnali duravano un giorno solo, ma questa festa era così bella che a poco a poco gli imperatori la fecero durare sempre di più fino ad arrivare al 23 dicembre. Se quest’anno vuoi festeggiare anche tu i Saturnali a casa, a scuola, o con i tuoi amici, ti spiego cosa devi fare.

1 Per prima cosa devi festeggiare dal 17 al 23 dicembre, non prima e non dopo. È l’imperatore che decide le date.

2 Durante questo periodo vai a teatro, al cinema o a sentire un concerto. Durante i Saturnali a Roma c’erano spettacoli dovunque, anche per strada!

3 Gioca a tombola, a Mercante in Fiera, a Sette e Mezzo o quello che ti pare con i tuoi amici, i nonni, gli zii, i fratelli e i cugini. Questo era un periodo in cui i Romani giocavano ai dadi e scommettevano.

4 Invita gli amici a cena o a merenda e offri loro dolci e noci.

5 Quando arrivano salutali dicendo “Io Saturnalia!” che era la formula di augurio di questo periodo.

6 Giocate a scambiare i regali. Intanto devono essere regali piccoli. I Romani si scambiavano candele, dolci, cose da mangiare e piccole statuine di argilla, tu puoi offrire dei biscotti, delle caramelle, matite, colori. I regali venivano messi tutti insieme e poi estratti a sorte tra gli invitati. Fai anche tu così e accompagna ogni regalo con un biglietto. Può essere una frase in rima, buffa o tenera, come preferisci. Vuoi un esempio? “Queste caramelle vanno a chi ha le orecchie belle” oppure “per cucinare questo biscotto il mio forno è esploso col botto”.

7 Scambiatevi i ruoli. Per fortuna nelle nostre case non ci sono più gli schiavi e quindi non c’è nessun servo che deve scambiare il posto con il padrone a tavola. Ma per un giorno puoi fare a scambio di ruoli con i tuoi genitori, cucinando, apparecchiando e sparecchiando la tavola, e mandandoli a letto presto. In quanto a loro, dovrai decidere se il pomeriggio potranno giocare o dovranno fare tutti i tuoi compiti!

Ti è piaciuta questa festa? Ti sembra di trovare delle somiglianze con il Natale, Santa Lucia, San Nicola o la Befana? Sai che dedicare un giorno ai bambini, mangiare noci come segno di buona fortuna, ricevere gli amici a casa, accendere le candele, sono tradizioni che si ritrovano in tanti paesi e in tante culture, dalla Persia al mondo arabo? Questo succede perché le culture e le abitudini non stanno mai ferme, passano da una persona all’altra, da un paese all’altro. Siamo tutti esseri umani ed è normale che ci piacciano le stesse cose, soprattutto quando sono belle come scambiarsi doni, divertirsi insieme, fare vacanza, accendere una candela per sconfiggere il buio dell’inverno e la paura di stare da soli, festeggiare l’anno che viene, la speranza che vada tutto bene e che venga un’altra primavera. Ce n’è abbastanza da festeggiare, no?

Raccontami la Storia è una rubrica a cura di Anna Lo Piano

Anna Lo Piano vive a Roma da quando aveva quattro anni, e ancora oscilla tra la voglia di scappare e l’amore smisurato per questa città. Appassionata di viaggi e di storie, non fa nessuna distinzione tra le due cose. Scrive per grandi e bambini, ha un blog piattinicinesi.com e una casa editrice www.pianopianobooks.com.

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