UNO ZOO DI PIETRA NEL CENTRO DI ROMA

pubblicato in: A spasso con l'Asino | 0

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Inauguriamo oggi una nuova rubrica che abbiamo chiamato A spasso con l’Asino. E’ curata dall’associazione culturale L’Asino d’Oro e ogni mese ci porterà a spasso per Roma, a scoprire i segreti della storia e dell’archeologia. Il tutto sempre a misura di bambino.
Buona lettura!

Il bel clima della Capitale offre in ogni stagione la possibilità di passeggiare per ore lungo le sue strade, per scoprire di volta in volta angoli nuovi e monumenti mai visti prima! Basta avere un po’ di tempo libero per potervi dedicare con semplicità ai vostri bambini, ma senza rinunciare al divertimento costruttivo, convincendoli che una bella camminata nel centro di Roma non è per forza noiosa, anzi! Cosa serve? Una cartina della città e una macchina fotografica e il gioco è fatto! Il nostro originale itinerario vuole accompagnarvi alla scoperta di alcuni simpatici animali in pietra che si trovano tra le strade e le piazze di Roma, a volte più visibili, altre volte invece davvero ben nascosti, ma non ad un occhio attento e curioso!

Partendo da piazza di San Luigi dei Francesi, si potrà subito notare la grande chiesa nazionale dei francesi, dove all’interno sono conservate, tra le molte opere d’arte, ben tre tele del Caravaggio! Ma è alla facciata esterna che dovete prestare la massima attenzione: qui infatti, proprio sotto le statue di Carlo Magno e di San Luigi, si trovano due tondi con all’interno due strani animali sputafuoco. E’ vero, sembrano dei draghi, ma in realtà sono due salamandre! Si proprio loro, le parenti delle più note lucertole, scolpite addirittura sopra una chiesa. Infatti gli antichi erano convinti che questi animali avessero poteri magici e potessero non solo resistere al fuoco senza problemi, grazie alla loro pelle ritenuta ignifuga, ma addirittura produrlo dalla bocca. Erano infatti in grado di spegnere il fuoco malvagio e sostituirlo con quello buono: per questo i Cristiani le avevano paragonate al fedele che resiste alle tentazioni della vita, alimentandosi al fuoco di Cristo! Una curiosità. Queste salamandre indossano una corona, simbolo di regalità, essendo la chiesa dedicata ad un re santo, Luigi appunto.

Proseguendo il cammino incontrerete un’altra chiesa e questa volta dovrete guardare molto in alto: sopra infatti, insieme alla solita croce, c’è anche la testa di un cervo con tanto di lunghe corna o per meglio dire palchi. Si tratta della Basilica di Sant’Eustachio costruita, secondo la tradizione, al di sopra della casa del santo, che era stato un coraggioso guerriero romano. La storia narra che un giorno Eustachio, che a quel tempo di chiamava Placido, recatosi a caccia nei boschi intorno a Roma, stava quasi per catturare un bel cervo quando questi si girò di scatto e tra le sue corna apparve la figura di Gesù. Da quel momento Placido iniziò a farsi chiamare Eustachio e tutta la sua famiglia divennero cristiani finendo però per essere uccisi dai romani, che poco gradivano i seguaci di Gesù. Ed ecco che poco dopo questi fatti, proprio sulla casa del santo, venne costruita una prima chiesa che porta ancora il simbolo di quel cervo apparso come per miracolo nei boschi intorno alla città.

Poco dopo si giunge in una piazza dove è impossibile non vedere un fantastico animale: si tratta del cosiddetto “Pulcino della Minerva” in piazza di Santa Maria sopra Minerva! Voi esclamerete esterrefatti: “Pulcino? Ma quale pulcino, qui c’è un elefante piuttosto!” Ed è vero in effetti, ma il nome di questo elefantino, che ormai da quattro secoli trasporta il piccolo obelisco egizio sulla sua schiena, è conosciuto dai romani proprio con il vezzeggiativo di pulcino! Sapete perché? Se guardate bene la sua proboscide, più che ad un elefante viene da pensare ad un porcellino: ed ecco che proprio dalla storpiatura di questa parola venne fuori il soprannome di pulcino! In realtà questa scultura fu realizzata da uno dei più grandi artisti del Seicento, Gian Lorenzo Bernini, incaricato dallo stesso papa Alessandro VII. Ma c’è un’altra divertente storia riguardo a questa statua: si racconta che Bernini posizionò a dispetto il “didietro” dell’animale proprio di fronte alle finestre del convento dove viveva un sacerdote che lui tanto disprezzava! Continuando il percorso si giunge in piazza Grazioli dove, in un angolo della facciata al primo piano del bel palazzo omonimo, vi è la statua di una misteriosa gatta. La leggenda racconta che questa statua venne posta lì dai proprietari in perenne memoria dell’animale di casa, che con il proprio miagolio aveva destato una mamma distratta, salvando il figlioletto che per gioco si era arrampicato pericolosamente sulla finestra. In realtà non sappiamo quando e perché questa graziosa gatta sia stata qui posta, ma certo è che la statua in passato adornava il grande tempio dedicato alla dea egizia Iside, che si trovava proprio in questa zona, non lontano dal Pantheon. Ma anche questo animaletto custodisce un segreto: si narra infatti che nel punto esatto dove posa il suo sguardo di pietra sia nascosto un prezioso tesoro… fortunato chi lo trova!

Gli animali di pietra nascosti tra le strade e le piazza di Roma sono ancora molto numerosi e tutti possono raccontarvi storie avvincenti e divertenti… sta solo a noi saperli scovare!

 

A spasso con l’Asino è una rubrica a cura
dell’Associazione Culturale L’Asino d’Oro

L’Associazione Culturale “L’Asino d’Oro” nasce nel 2013 con lo scopo principale di promuovere e diffondere le bellezze storico artistiche della città di Roma, attraverso visite guidate e passeggiate per bambini e per adulti. www.lasinodoro.it

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