ROMA CITTA’ DI FONTANE E DI FONTANELLE

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Dopo una trasferta parigina, torna Anna Lo Piano con la sua rubrica Turisti per gioco.
Ogni mese ci invita a riscoprire insieme ai nostri bambini storie e segreti della città più bella del mondo. Le vecchie puntate le trovate a questo link.
Oggi si parte con le fontane; non quelle inflazionatissime di Trevi o di Piazza Navona, ma quelle piccole e piccolissime dei quartieri e dei rioni. E alla fine c’è un’attività da fare con i bimbi.
Buona lettura!

Se abitate a Roma sud e vi è venuta sete mentre eravate in giro, è possibile che vi siate imbattuti in una delle nuove “case dell’acqua” che il comune di Roma sta installando al posto delle vecchie fontanelle romane di ghisa, i “nasoni”, così chiamati perché il tubo ricurvo da cui esce l’acqua somiglia proprio a un grosso naso, anzi a una proboscide!

Alcune di queste fontanelle sono davvero un po’ vecchiotte, le prime risalgono infatti alla fine dell”800, poco dopo l’unità d’Italia, quando uno dei primi sindaci di Roma capitale, Luigi Pianciani, volle dare a chi abitava nelle zone periferiche della città la possibilità di avere accesso a fonti di acqua potabile. Si sa che Roma ha sempre avuto il pallino dell’acqua e delle fontane, e infatti ce ne sono di bellissime. I nasoni non sono belli, anche se ormai ci siamo affezionati, io stessa ne ho due o tre nel mio quartiere dove mi fermo a bere da quando ero piccola e giocavo a elastico o campana nel parco davanti alla scuola. Però chi ha detto che una cosa utile che serve a rinfrescarti quando giochi o vai in giro tutto il giorno non debba essere anche bella? Per questo alla fine degli anni ’20 del ‘900 il primo governatore di Roma, Filippo Cremonesi, diede l’incarico all’architetto Pietro Lombardi di disegnare e realizzare delle fontanelle da mettere in diversi rioni di Roma, che fossero però tutte diverse tra di loro, ognuna pensata apposta per la piazza in cui doveva trovarsi.

Oggi vi propongo di fare questa sorta di caccia al tesoro alla scoperta delle fontane di Lombardi, che è anche un modo per scoprire i diversi rioni di Roma.

La Fontana dei libri. Nell’attuale via degli Staderari (i venditori di bilance) c’era un tempo l’università La Sapienza, e per questo Pianciani ha pensato a due coppie di libri con relativi segnalibri da cui sgorga l’acqua, ai lati di una testa di cervo, simbolo del rione Sant’Eustachio.

La Fontana della Botte. Nel cuore di Trastevere, in via della Cisterna, da sempre luogo di osterie e di vinai, l’acqua sgorga da una botte di vino e si versa in un catino da mosto.

151109_fontane-anforeLa Fontana delle Anfore. A piazza Testaccio questa bellissima fontana riproduce una serie di anfore una sopra l’altra? Sapete perché? Qui i romani venivano a buttare le anfore che avevano usato per trasportare l’olio e che non potevano più essere utilizzate. Butta che ti butta, un coccio dopo l’altro si è formata una vera e propria collina: il monte Testaccio, detto così proprio dal nome latino delle anfore, le testae.

La Fontana delle Tiare. A largo del Colonnato (tra il colonnato di piazza San Pietro ed il Passetto di Borgo) questa fontana è il simbolo del Vaticano tre chiavi papali sormontate da altrettante tiare pontificie.

La Fontana della Pigna. Una delle fontane di Roma che disseta più turisti, visto che sta a piazza San Marco , tra Piazza Venezia e i Fori. Qui due corolle di tulipani sostengono una pigna, che è il simbolo del rione Pigna.

La Fontana delle Palle di Cannone. In via di Porta Castello c’è questa fontana in cui l’acqua sgorga da un mascherone posto al centro di una piramide di proiettili. Facile capire perché, lì vicino c’è la fortezza di Castel Sant’Angelo, da cui i proiettili si sparavano con il cannone!

La Fontana dei Monti. In via di San Vito c’è questa fontana con tre monti decorati da stelle, simbolo del rione Monti, detto così perché all’incrocio di tre colli di Roma: Esquilino, Viminale e Celio.

La Fontana delle Arti. In via Margutta, la via degli artisti di Roma, c’è una fontana che riproduce gli strumenti dei pittori: pennelli, compasso, cavalletti e due mascheroni, uno con la faccia allegra e uno con la faccia triste. Saranno i simboli del teatro o del fatto che gli artisti hanno un carattere lunatico?

La Fontana del Timone. Lo sapevate che a Roma, fino alla fine dell’800, c’erano dei porti proprio in mezzo alla città? Uno era il porto di Ripa grande, vicino al ponte Sublicio, tra Trastevere e Testaccio. Ecco perché in questa fontana ci sono due simboli della navigazione: la barra e il timone.

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E adesso tocca a voi. Se foste voi l’architetto come disegnereste oggi una fontanella bella e utile per il vostro quartiere? La fareste tecnologica come la casa dell’acqua, in ghisa, in pietra o in un altro materiale? E se le case dell’acqua forniscono acqua gassata e liscia, perché limitare l’immaginazione? Io per esempio metterei un distributore di acqua calda e uno di bustine di tè per i grandi che vi aspettano al parco mentre giocate nei pomeriggi di autunno, e magari anche di camomilla bella forte, per non farli arrabbiare. Che ne dite, vi sembra una buona idea?

 

credits foto: Fontana delle anfore – Wikipedia

 

Turisti per gioco è una rubrica a cura di Anna Lo Piano

Anna Lo Piano vive a Roma da quando aveva quattro anni, e ancora oscilla tra la voglia di scappare e l’amore smisurato per questa città. Appassionata di viaggi e di storie, non fa nessuna distinzione tra le due cose. Scrive per grandi e bambini, ha un blog piattinicinesi.com e una casa editrice www.pianopianobooks.com.

 

 

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