GITA FUORI PORTA A… ORVIETO

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Oggi voglio proporvi una gita fuori porta pensata per chi, come me, non ama guidare.
Orvieto, infatti, è raggiungibile molto facilmente con uno dei treni regionali della tratta Roma-Firenze che partono da Termini. In poco più di un’ora, e con una spesa di una ventina di euro (anche meno), scenderete direttamente alla base della funicolare, che vi porterà direttamente nel centro della cittadina.
Orvieto infatti sorge su una rupe di tufo, e già questo, quando si arriva e la si vede da lontano, arroccata in cima in mezzo alla vallata, basterebbe a renderla magica.
Poi però, scopri che quella roccia, così fragile e porosa, ha da sempre costituito una risorsa per gli abitanti della città. Al suo interno si trova un’altra città fatta di grotte e gallerie che nel corso dei secoli sono state rifugio, luogo di lavoro, colombaie per l’allevamento dei piccioni, o veri e propri magazzini. Ancora oggi la maggior parte delle case orvietane possiede un accesso diretto ad una grotta privata, che i suoi proprietari usano come cantina.

Visitare questo mondo sotterraneo è un’esperienza davvero unica. Andate in piazza del Duomo dove c’è la sede di Orvieto Underground (link) che organizza le visite guidate al Parco delle Grotte, e prenotate il primo giro disponibile. Al Parco, se volete, c’è anche un’area picnic dove riposarsi, giocare, o fare uno spuntino. Andare sottoterra mette fame, non lo sapevate?

Una volta tornati nella piazza ovviamente è il momento di visitare il Duomo, anzi, dedicategli tutto il tempo possibile. E’ il monumento simbolo della città, e a ragione. Un’idea, se avete bambini che amano disegnare, è quella di proporre loro di scegliere un particolare e divertirsi a riprodurlo. Se invece sono più tecnologici dotateli di macchinetta fotografica, sarà un bel modo per loro di fare attenzione alla ricchezza dei dettagli delle decorazioni, dei bassorilievi e dei mosaici.
All’interno la Cappella di San Brizio riuscirà a stupire i bambini con effetti davvero speciali. Il Giudizio Universale di Signorelli, che ne decora le pareti, è un trionfo di scene macabre e meravigliose, di teschi, e diavoli che sbucano fuori da ogni dove, con effetti spettacolari di colore e prospettiva. Alcuni corpi sembrano letteralmente uscire fuori dalle pareti!

Tra i musei ve ne consiglio solo uno, il Museo dell’Opera del Duomo, il MODO, (link) che ha sede nei Palazzi Papali. E’ piccolo e non rischia di stancare, ma ospita alcune opere veramente straordinarie, tra cui le sinopie, ovvero le tele preparatorie agli affreschi della cappella del corporale. Guardandole è possibile capire come facessero i pittori a dipingere quegli enormi affreschi: avevano un sistema di griglie (come un quaderno a quadretti) che servivano da riferimento per capire in che posizione doveva trovarsi ogni elemento del dipinto.

C’è un bambino che non sia affascinato dalle torri? Ad Orvieto due sono quelle che meritano una visita. La prima si trova accanto al Duomo ed è la Torre di Maurizio (link) Essa prende il nome dall’automa che si trova in cima e che segna il tempo battendo sulla campana. Questo marchingegno fu costruito nel trecento durante i lavori del Duomo per scandire gli orari del cantiere, ed in effetti il nome di Maurizio, come viene chiamato l’automa, prende il nome da “muricium” ovvero muro, e per estensione muro in costruzione, ovvero cantiere.
Sulla torre di Maurizio si può salire solo in alcuni giorni dell’anno, ma nel cortile è possibile osservare il sistema di funzionamento dell’automa su uno schermo.
La seconda è la Torre del Moro. Se avete la pazienza (e il fiato) di salire tutti i gradini fino in cima sarete ricompensati da una vista mozzafiato.

Stanchi di altezze? Se preferite le scale le potete fare anche verso il basso. Tornando a valle con la funicolare, a pochi metri dalla stazione c’è il Pozzo di San Patrizio. Questo pozzo, in origine, quando fu fatto costruire da papa clemente VII nella prima metà del 500, si chiamava semplicemente Pozzo della Rocca, ed era stato pensato per garantire il rifornimento d’acqua alla città in caso d’assedio (il sacco di Roma dei Lanzichenecchi aveva lasciato tutti molto spaventati di possibili invasioni e guerre). Fu Antonio da Sangallo il giovane a progettarlo, ideando una doppia scala elicoidale che permetteva ai muli (e agli uomini) che scendevano a prendere l’acqua con quelli che salivano trasportando i secchi pieni. Ma il pozzo è talmente profondo e suggestivo, che questa discesa nelle viscere della terra fu ricollegata alla leggenda di San Patrizio, secondo la quale il santo pregava vicino ad una grotta che era una sorta di “varco” verso l’aldilà. D’altronde il fascino che grotte, cavità e pozzi hanno sempre rappresentato nell’immaginario collettivo.

Se poi volete rimanere un giorno in più e vi va di fare qualche giro nei dintorni ci sono degli interessanti itinerari a piedi. Qui trovate qualche idea.

E allora, pronti a partire?

[credits foto: Torre di Maurizio – Museo Modo]

Fuoriporta è una rubrica a cura di Anna Lo Piano
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Anna Lo Piano vive a Roma da quando aveva quattro anni, e ancora oscilla tra la voglia di scappare e l’amore smisurato per questa città. Appassionata di viaggi e di storie, non fa nessuna distinzione tra le due cose. Scrive libri per bambini, articoli per il web. Il suo blog è: piattinicinesi.com.

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