ANA..CHE? LE ILLUSIONI OTTICHE DEL CONVENTO

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Se tra i vostri figli ce n’è uno (uno solo?) così appassionato di Harry Potter da voler scambiare la sua sgarrupata scuola italiana per il castello di Hogwarths, proponetegli una visita al Convento dei frati minimi di Trinità de’ Monti. Non tutti sanno, infatti, che in cima alla famosa scalinata, accanto alla chiesa con i due campanili, c’è una scuola (dalla materna al liceo) che sorge proprio nell’ex convento, e che è piena di passaggi segreti, di stanze antiche e di misteri. Lì dentro ci ho passato cinque anni della mia vita e anche se sono quasi sicura che non ci fossero né streghe né maghi, un po’ di magia c’è lo stesso, ed è quella legata alle illusioni ottiche. Fin dalla sua fondazione questo è stato un posto a vocazione didattica e di ricerca scientifica. In particolare, nel ‘600, vi si svolgevano studi di ottica, astronomia e matematica, e si dice che addirittura Galileo sia stato ospitato in quelle stanze. Il giro è breve, (permettono di visitare solo una piccola parte), divertente ed economico (l’ingresso costa 5 euro) e molto adatto ai bambini.

Entrerete nel bel chiostro affrescato e tramite una scaletta salirete verso la cappellina della Mater Admirabilis, con la volta dipinta come un cielo stellato. Da lì, tramite una porticina, si passa ad un corridoio segreto con il plastico della chiesa e della scalinata, molto interessante soprattutto perché fa capire come ancora nel ‘700 la collina su cui sorge il convento fosse brulla e fangosa, e ogni volta che pioveva (pioveva anche allora come adesso, intensamente e inaspettatamente) la zona si allagasse tutta con rischio di frane e smottamenti. Per questo fu bandita una gara, vinta da Francesco de Santis con il progetto della famosa scala. Dal plastico si vede bene come l’asse della costruzione è leggermente deviato per permettere una migliore prospettiva dal basso (ancora le illusioni ottiche) e soprattutto ha un sistema di gradinate pensato apposta per far defluire l’acqua delle piogge.

Lungo il corridoio, poi, si trova il pezzo forte della visita: una bellissima anamorfosi.
Le anamorfosi sono dei dipinti che raffigurano soggetti diversi a seconda del punto di vista da cui le osservate.
Questa, in particolare, da lontano sembra rappresentare un vecchio frate con il saio (Francesco da Paola, fondatore dell’ordine), ma man mano che si procede lungo il corridoio l’immagine cambia, e ci si trova di fronte ad un paesaggio che ricorda le coste della Calabria da cui il santo è partito.
Sarà molto divertente fare il percorso nei due sensi più di una volta e ritrovare tutti i particolari mutati.
Ancora avanti, un’altra sorpresa, una galleria sulla quale è dipinta una proiezione anamorfica catottrica (un’immagine che per essere vista, deve riflettersi in uno specchio curvo) di un Astrolabio. Attraverso uno specchio posto sul davanzale della finestra, la luce del sole, filtrando attraverso uno spiraglio speciale, va a illuminare singole porzioni del dipinto.

Le ultime illusioni del convento le troverete invece nella sala del refettorio, dipinta da Andrea del Pozzo (l’autore della cupola finta della chiesa di Sant’Ignazio di Loyola, di cui avevamo già parlato qui).
Se volete sapere qualcosa di più sull’anamorfosi e sulle illusioni ottiche nell’arte potete leggere questo bell’articolo su didatticarte.it.

Il convento si può visitare, accompagnati da uno dei frati, il sabato mattina alle 11 o la domenica alle 9,15. Non c’è bisogno di prenotare, ma per essere sicuri che sia aperto o per i gruppi potete scrivere a questo indirizzo e-mail: visitesguidees.tdm@libero.it.

Se quando uscite dal convento avete voglia di vedere ancora qualcosa di particolare, tornate imboccando via Gregoriana. Qui, dove in epoca Romana c’era la villa di Lucullo, nel ‘600 l’eccentrico pittore Federico Zuccari fece costruire un palazzo la cui facciata è in realtà la faccia di un enorme mostro.

 

credits foto: flickr – prima stella

 

Turisti per gioco è una rubrica a cura di Anna Lo Piano

Anna Lo Piano vive a Roma da quando aveva quattro anni, e ancora oscilla tra la voglia di scappare e l’amore smisurato per questa città. Appassionata di viaggi e di storie, non fa nessuna distinzione tra le due cose. Scrive per grandi e bambini, ha un blog piattinicinesi.com e una casa editrice www.pianopianobooks.com.

 

 

Una Risposta

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