GIOCANDO CON FRIDA

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C’è una mostra su Frida Kahlo in corso a Romaalle Scuderie del Quirnale fino alla fine di agosto che vi consiglio assolutamente di vedere con i ragazzi. Sono andata all’inaugurazione e ho potuto assistere direttamente alle attività organizzate per i bambini dai 7 agli 11 anni che prevedono una visita guidata più un laboratorio creativo. Si svolgono la domenica pomeriggio, durando due ore circa e sono un modo divertente ed istruttivo di chiudere il fine settimana in bellezza. (Le informazioni su costi ed orari le trovate qui).
Se invece avete bambini più piccoli, o semplicemente avete voglia di prendere spunto dalla visita per divertirvi insieme anche a casa, vi lascio qualche idea.

Il personaggio di Frida Kahlo, con il suo modo di dipingere ed esprimere i propri sentimenti ed il proprio immaginario, esercita un fascino indiscusso sui bambini.

Nei suoi quadri c’è un modo molto esplicito di rappresentare quello che vive e quello che sente. E’come quando nei sogni vediamo tutto quello che ci fa paura o che ci rende allegri.
Ecco perché se vuole dire che il suo grande amore Diego Rivera è nei suoi pensieri lo dipinge proprio sulla sua fronte, piccolo piccolo, come se fosse direttamente lì. E quando racconta della sua schiena spezzata fa vedere il suo corpo aperto, con la colonna vertebrale in evidenza, che è davvero una colonna, ma di quelle greche, di pietra, e tutta spezzata come si vede nei templi antichi.
Questo modo di dipingere si chiama “surrealista”. All’epoca di Frida Kahlo il surrealismo era una corrente artistica importante, alle quale aderivano le persone che, come lei, si sentivano diverse dagli altri, ed erano contro tutte le regole.
Anche lei era contro le regole, e lo era a tal punto che non le bastava aderire ad un solo stile, ma prendeva da varie parti, dall’arte classica a quella popolare, naif (che vuol dire ingenuo) che voleva ritrarre la realtà un po’ come la dipingono i bambini o le persone che non sono state a scuola di arte, quelle che “non sanno come si disegna” ma disegnano lo stesso.
Frida era appassionata del suo paese, il Messico, che negli anni in cui era bambina aveva vissuto la rivoluzione del popolo che voleva giustizia ed eguaglianza per tutti.
Nei suoi quadri si vedono i colori del Messico, i suoi animali, la sua natura, i costumi delle donne e degli uomini, le tradizioni e le feste come quella del Dia de los Muertos, in cui le anime dei morti ritornano sulla terra e danzano con i vivi.
E soprattutto era una donna che si sentiva bella e amava la vita malgrado tutte le sue sofferenze fisiche ed i suoi difetti. Usava i vestiti con allegria, mescolando fiori, stili diversi e soprattutto facendo un po’ come le pareva, senza dare importanza a quello che dicevano gli altri.

E adesso siete pronti per giocare?

La prima attività che vi propongo è il ritratto con animali
Frida spesso ha fatto dei ritratti di se stessa o dei suoi cari in mezzo agli animali, soprattutto le scimmie, ma anche i pappagalli. Anche voi fate lo stesso e disegnatevi circondati dai vostri animali preferiti o da quelli di casa. E se non volete disegnare provate a fare un collage con le fotografie, verrà benissimo.

Adesso invece giochiamo a Comodo/Scomodo
Fai il giro della casa e prova a sederti o distenderti dove capita, sul letto, sulle poltrone, ma anche sotto il tavolo, dietro la porta o per terra. Dove ti senti meglio e dove peggio? Se stai troppo fermo ti formicolano le gambe o ti fa male il didietro? Cerca di ricordarti tutte le sensazioni che hai provato e poi fai due disegni: uno dove sei comodo comodo e uno dove sei scomodissimo. Fai vedere i punti del corpo che ti fanno male, se ti senti dritto o tutto storto, bello largo o invece chiuso e prigioniero.

Un vestito per me
Fai una ricerca su Google per vedere quali sono gli abiti tradizionali della tua regione (o di quella in cui vai in vacanza, o di una che vuoi tu) e prova a disegnare il tuo abito ideale, partendo da quelli. Sono sicura che verrà fuori qualcosa di meraviglioso.

Ritratto allo specchio
Per molto tempo Frida è stata costretta a stare ferma a letto, e non sapeva come passare il tempo, visto che ai suoi tempi non c’era neanche la televisione. E soprattutto voleva dipingere, così si era fatta mettere uno specchio sopra il letto dove poteva guadarsi e passava tante ore a farsi l’autoritratto. Prova anche tu a farti l’autoritratto mettendo uno specchietto sul tavolo e un foglio davanti a te, vedrai che imparerai a guardarti in modo diverso, scoprendo tanti piccoli particolari del tuo viso e soprattutto quanto sei unico e bello.

Il giorno dei morti

La tradizione del giorno dei morti (o Ognissanti) esiste anche in Italia, ma in molte regioni si è un po’ persa. Prova a chiedere ai nonni, agli zii o ai tuoi genitori, se si ricordano come lo festeggiavano: scoprirai che non c’è solo Halloween ma che ogni paese ha qualcosa di speciale. Poi, ispirandoti agli scheletri e alle maschere di Frida, disegna il tuo Dia de los Muertos come più ti piace: l’importante è che non manchino le calabazas, ovvero le zucche!

“Turisti per gioco” è una rubrica a cura di Anna Lo Piano

Anna Lo Piano vive a Roma da quando aveva quattro anni, e ancora oscilla tra la voglia di scappare e l’amore smisurato per questa città. Appassionata di viaggi e di storie, non fa nessuna distinzione tra le due cose. Scrive libri per bambini, articoli per il web. Il suo blog è: piattinicinesi.com

 

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