ANTONIAZZO E LA CAPPELLA NASCOSTA

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Una delle esperienze più forti che si possono fare visitando Roma è quella di assistere allo spettacolo delle varie epoche storiche che si sono sovrapposte le une sulle altre. A volte queste stratificazioni sono evidenti e maestose (come le mura rinascimentali di Castel Sant’Angelo edificate sulle pietre dell’antico mausoleo di Adriano), altre invece vanno indovinate (come la curva interna della cavea del Teatro di Pompeo ancora visibile nella forma a semicerchio di via di Grottapinta), e altre ancora scoperte entrando in zone sotterranee o nascoste, dimenticate per secoli e riportate alla luce grazie al lavoro degli archeologi.

Oggi voglio proporvi un viaggio nel tempo davvero ad effetto, che piacerà sicuramente anche ai bambini.
Si parte dalla Chiesa dei Santi XII Apostoli della piazza omonima, di fronte a Palazzo Valentini.
La chiesa fu costruita nel ‘400, e poi nel ‘700 venne completamente rinnovata. Come al solito, quando si cambia una struttura, alcune parti vengono abbattute e altre edificate, ma qui venne addirittura murata un’intera parte.
Sulla destra infatti, troverete una porticina che conduce alla Cappella del Cardinale Bessarione, che è rimasta nascosta fino al 1959, quando fu scoperta durante i lavori di restauro del vicino palazzo Colonna.
Dopo aver pagato un biglietto di 4 euro, potrete salire su una scala a chiocciola ripidissima e vi ritroverete su una stretta passerella, faccia a faccia con due affreschi attribuiti ad Antoniazzo Romano e Melozzo da Forlì.

Il Cardinale Bessarione era un alto prelato molto colto, di origine greca. All’epoca se si era importanti, ricchi o nobili era fondamentale avere una cappella per la propria sepoltura e anche lui ne volle una. Per farla decorare chiamò Antoniazzo Romano che, come dice il nome, era un pittore di Roma che aveva una sua bottega abbastanza rinomata in centro, nella zona del Pantheon.

140224_antoniazzo2Nel ‘400 Roma stava rinascendo. Il secolo prima infatti i papi si erano trasferiti ad Avignone e Roma aveva perso la sua importanza, ma adesso, che i papi erano ritornati, volevano trasformare la città, renderla bella e imponente, e per questo chiamavano artisti da tutta Italia che venivano a stare a Roma per un po’ e portavano con loro le nuove tendenze dell’arte e della decorazione. Antoniazzo, con la sua bottega, divenne famoso e conosciuto anche perché seppe imparare molto da questi artisti. Gli affreschi che sono stati restaurati si riferiscono a due scene legate a San Michele. La prima si riferisce alla nascita del santuario di Monte Sant’Angelo, annunciata dall’apparizione di un toro prodigioso, capace di respingere le frecce che gli venivano tirate addosso per catturarlo, mentre la seconda raffigura il santuario del Mont Saint Michel in Normandia, fatto costruire da sant’Oberto dopo l’apparizione in sogno dell’Angelo. Chiedete ai bambini di cercare le montagne, i tori (ce n’è più di uno ma non si vedono subito) e le conchiglie (siamo vicini al mare).

In alto c’è una rara raffigurazione delle schiere angeliche in forma concentrica, secondo l’iconografia medievale. In basso dei dipinti che hanno sostituito quelli originari del ciclo di San Giovanni Battista, rovinati dall’acqua a causa della piena del Tevere, che all’epoca arrivava fino a qui (e dopo i giorni di pioggia che abbiamo avuto fa un po’ impressione a pensarci).

E’ una visita che consiglio a partire dai 5/6 anni, se i bambini sono tranquilli e riescono a resistere alla tentazione di correre sulla passerella. E’ davvero emozionante ritrovarsi ad un’altezza inusuale da cui ammirare gli affreschi e in una zona dimenticata per secoli, in cui è possibile vedere il retro della chiesa e gli antichi soffitti.

 

Turisti per gioco è una rubrica a cura di Anna Lo Piano

Anna Lo Piano vive a Roma da quando aveva quattro anni, e ancora oscilla tra la voglia di scappare e l’amore smisurato per questa città. Appassionata di viaggi e di storie, non fa nessuna distinzione tra le due cose. Scrive per grandi e bambini, ha un blog piattinicinesi.com e una casa editrice www.pianopianobooks.com.

 

 

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