IL GIARDINO DI CASTRUCCIO

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Voler bene alla propria città. Trasformarla in un posto in cui siamo contenti di far crescere i nostri figli. Creare spazi di aggregazione in cui far germogliare la bellezza. No, signori, non stiamo parlando di Berlino, ma di tante piccole storie di mamme e papà romani che fanno di tutto per fare di Roma una città veramente a misura di bambino, partendo dal basso e senza aspettare l’intervento delle istituzioni.
Oggi vi raccontiamo del Giardino di Castruccio, uno spazio verde autogestito da un gruppo di genitori del Pigneto.
Abbiamo intervistato Daniela, una delle promotrici di questa realtà.

Ciao, innanzitutto: chi è Castruccio?
Castruccio Castracani è stato un condottiere italiano della famiglia ghibellina degli Antelminelli a Lucca vissuto nel XIII- XIV secolo.
Il giardino di  Castruccio sito nella via intitolata al condottiero,  rientra negli interventi previsti dall’opera di riqualificazione del Pigneto (art. 2, comma 2, Legge 179/92 – Interventi su aree e fabbricati trasformabili “B9″), voluta dall’amministrazione Rutelli e dal municipioRoma 6, che in sostanza ha mirato alla rinascita di pezzi di quartiere facendo leva su progetti di costruttori privati. E’ uno spazio verde, stretto tra le mure di un condominio e quelle di un ristorante, che offre una piccola area di giochi ai bambini di un quartiere povero di aree verdi.

Come è nata questa idea?
Il parco dopo la realizzazione, e’ stato consegnato al Comune ma non è stato mai attivato.
Il progetto di riattivazione dello spazio è partito da tre associazioni, Città delle Mamme, Filoverde e DRIM, che si sono occupate attraverso l’aiuto dei genitori del quartiere di renderlo vivibile, acquistare i giochi attraverso un fondo bancario e di occuparsi delle aperture e chiusure in modo da renderlo il più possibile disponibile a tutti.

Avevate dei modelli?
No.

Chi partecipa al vostro progetto?
I genitori del quartiere.

Quanti siete?
I genitori più attivi sono circa una decina di persone che gesticono le aperture e  chiusure, ma intorno a loro c’è una rete di molti altri genitori che partecipano alle attività di manutenzione, raccolta fondi o semplicemente vivono il parco con i loro bambini.

Quanto tempo dedicate all’iniziativa?
Essendo tutti volontari, quello che richiede più tempo è la gestione delle aperture e chiusure. Ma dedicando ognuno un pò di tempo, la gestione non diventa un grosso peso per nessuno.

Come è organizzata la gestione dello spazio?
Il parco è aperto a tutti. Ci sono dei giochi e delle panchine e attraverso una raccolta fondi sono stati comprati un tavolo e delle panche per chi vuole fare una merenda al parco o semplicemente quattro chiacchere.

Chi frequenta il Giardino?
Più che altro bambini da 0 a 5 anni. Per i bambini più grandi lo spazio è troppo limitato.

Organizzate attività al suo interno?
A volte si organizzano merende o piccole feste a tema sempre tutto gestito da volontari.

Avete incontrato difficoltà/resistenze nel quartiere? e impedimenti burocratici?
A volte qualcuno si è lamentato  per il “rumore” dei bambini, ma attraverso il dialogo e regole di civile convivenza siamo riusciti a risolvere ogni difficoltà.

Cosa consigliate a chi intenda avviare una simile esperienza nel suo quartiere?
Di cercare di avere sempre un dialogo con le parti interessate e di capire quale sono le esigenze delle varie “categorie” interessate allo spazio verde. Non dimentichiamo comunque che la gestione spetterebbe alla pubblica amministrazione, che non deve sempre scaricare le proprie responsabilità sui singoli cittadini.

Ci sono altri spazi simili in città?
Il Giardino dei galli a San Lorenzo.

Il Giardino di Castruccio
via castruccio castracane, 10 (Pigneto)
blog: http://ilgiardinodicastruccio.blogspot.com
facebook: http://www.facebook.com/IlGiardinoDiCastruccio
email: ilgiardinodicastruccio@gmail.com

Una Risposta

  1. Stefano panzarasa

    Molto bello, per qualche festa posso essere contattato per un piccolo spettacolo musicale dedicato alle filastrocche ecopacifiste di Gianni rosari (ineressani anche per genitori…)

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