VISITARE UNA MOSTRA CON I BAMBINI: CEZANNE

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Mettiamo che abbiate voglia di andare ad una mostra, per esempio quella di Cézanne e gli artisti italiani del ‘900, attualmente al Vittoriano (fino al 2 febbraio 2014).
E mettiamo che “dobbiate” portarvi dietro i bambini, alla mostra.
Preoccupati?
Beh fate bene ad essere preoccupati. Le mostre di norma sono noiose per i bambini, perché non possono toccare né fare niente.
Però proviamo a cambiare i termini della questione e ad immaginare che voi vogliate portarvi dietro i bambini, così che la mostra si trasformi in occasione di gioco. Va già meglio, no?
Ora, se io non avessi figli o semplicemente volessi tirarmela, vi direi: seguite i miei consigli e passerete una magnifica giornata.
Invece, siccome ho figli, e non sono il tipo che se la tira, vi dico: sperimentate ed adattate i miei consigli, e vedete un po’ che ne viene fuori.

Cominciamo dall’inizio. Tutti noi, prima di muoverci per andare da qualche parte, vogliamo sapere quasi sempre se ne vale la pena, vero? Lo stesso vale per i bambini.
Dunque dovremo cominciare col dire loro chi era questo Paul Cézanne. Ecco la mia biografia sprint, scritta come una storia:

Quando era piccolo Paul Cezanne viveva in Provenza, nel sud della Francia, in una città che si chiama Aix en Provence. Il sud della Francia era pieno di paesaggi e di colori bellissimi, di luce, e lui, affascinato da questi colori e da questa luce, decise di diventare pittore per dipingere quello che vedeva. Il suo migliore amico si chiamava Emile Zola, e voleva fare lo scrittore. Quando fu grande abbastanza, Emile andò a Parigi, e Paul lo seguì, ribellandosi al padre che non voleva farlo partire, perché secondo lui quello del pittore non era un mestiere serio. Purtroppo Paul Cézanne non ebbe molta fortuna, anzi, non ne ebbe per niente. Non riuscì ad entrare alla scuola di Belle Arti di Parigi, e ad ogni esposizione di pittori che facevano in quel periodo i suoi quadri venivano rifiutati. All’epoca andavano di moda dei quadri molto classici, con figure di nobili e di storie mitologiche, e dei quadri più moderni, degli impressionisti, che dipingevano con macchie di colore, con pochi contorni, e preferivano i paesaggi e le scene di vita quotidiana. Anche a Paul Cezanne piaceva dipingere i ritratti, la gente semplice, e anche le nature morte, ovvero degli oggetti disposti secondo la forma ed il colore su un tavolo. Ma, per qualche ragione, i suoi quadri non piacevano né ai classici né ai moderni impressionisti. Non piacevano a nessuno. Le sue pennellate erano troppo forti, i colori non andavano bene, ce n’era sempre una. Lui però continuava a dipingere, gli piaceva così tanto che non voleva farne a meno. Gli sembrava di vedere ogni cosa come un insieme di forme e le voleva far vedere anche agli altri. Ogni quadro lo dipingeva tante volte, ci metteva così tanto tempo a disegnare dei fiori che alla fine i fiori appassivano e doveva ricomprarne altri. Invece di vivere a Parigi tornò a vivere nel sud della Francia con la moglie e il figlio (che si chiamava Paul come lui). Tutti lo prendevano per matto. Anche il suo amico Zola scrisse un romanzo in cui raccontava la vita sfortunata di un artista senza talento e Cezanne si offese molto, perché sembrava proprio che parlasse di lui. Così litigarono e non si videro più.
Solo quando Cezanne era ormai vecchio, un mercante d’arte chiamato Ambrose Vollard, si innamorò delle sue opere e organizzò una mostra con tutte i suoi quadri. Da allora Cezanne divenne famoso, sempre più famoso, e dopo la sua morte vennero fatte altre mostre e molti artisti furono colpiti e ispirati dai suoi quadri. Specialmente Picasso e i cubisti, che scomponevano le cose in forme geometriche come aveva fatto lui. Cezanne divenne famoso anche in Italia e molti artisti del 900 quando dipingevano un quadro dicevano che erano stati ispirati dai quadri di Cezanne e dal suo strano modo di dipingere”.

Per quando sarete alla mostra, vi consiglio un trucco che funziona sempre: la caccia al tesoro dei quadri. Stampate da internet le immagini di alcuni quadri in mostra, poi fate divertire i bambini a tagliuzzarle in pezzi non troppo piccoli ma irregolari (lato da 3 4 centimetri va bene per intenderci, ma possono essere più grandi per facilitare il gioco) e mettete un pezzettino di ogni quadro in un sacchetto. Tirate fuori dal sacchetto un pezzettino alla volta e date il via alla caccia al tesoro: bisognerà ritrovare e riconoscere il quadro originale solo dal particolare che si ha in mano. Potete complicare il gioco aggiungendo un pezzettino a sorpresa.

Una volta a casa continuate il gioco colorando insieme un vero quadro di Cézanne (trovate altri quadri e idee tramite il sito ciaomaestra) o inventando una natura morta personale e gustosissima, come suggerito da Federica sul suo blog.

Se avete in casa degli smanettoni vi suggerisco l’app Play Art di Tapook con biografie animate e giochi su cinque pittori (tra cui Cézanne), e un’ attività sul sito del Met (e così oltre all’arte fate anche un po’ di ripasso di inglese).

Chi invece preferisce andare di colla e forbici può fare un’app diy molto divertente ritagliando alcuni elementi da immagini dei quadri e ricomponendole insieme in un collage che non ha uguali.

Pronti ad andare? E allora in bocca al lupo
E ci vediamo alla prossima visita!

 

“Turisti per gioco” è una rubrica a cura di Anna Lo Piano
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Anna Lo Piano vive a Roma da quando aveva quattro anni, e ancora oscilla tra la voglia di scappare e l’amore smisurato per questa città. Appassionata di viaggi e di storie, non fa nessuna distinzione tra le due cose. Scrive libri per bambini, articoli per il web, e ha due blog: piattinicinesi.com e lagomsciue.it

3 Risposte

  1. Grazie della citazione, Anna.
    In effetti la nostra attività è stata molto divertente…
    Adesso non vedo l’ora di portare Filippo alla mostra, bellissimo il tuo suggerimento della caccia al tesoro!

  2. la caccia al tesoro funziona sempre ed è una cosa facilissima da fare, l’abbiamo scoperta in Svezia e da allora la consiglio a tutti. Poi ovviamente ci si può giocare a seconda delle mostre, ma nella versione basic va bene per tutto.

  3. Bellissima l’idea della caccia al tesoro, per l’itinerario a Napoli tra metro dell’arte, palazzo reale e teatro san carlo l’avevo pensato anche io, ma non così.. con l’idea del quadro tagliuzzato è facilissimo e bellissimo! stiamo per andare a Roma per il ponte e approfitterò sicuramente dei consigli :-)

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